YouTube blocca monetizzazione di canali russi
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YouTube, monetizzazione bloccata per canali di propaganda russa

YouTube ha deciso di prendere una posizione netta a favore dell’Ucraina bloccando la monetizzazione di alcuni canali russi. La decisione è stata resa nota adducendo come motivazione l’insorgere di “circostanze eccezionali” in virtù delle quali la piattaforma non avrebbe potuto agire diversamente.

In realtà le azioni messe in atto da YouTube non riguardano solo gli strumenti di advertising, ma anche l’accesso ai canali: questo, infatti, sarebbe stato inibito agli utenti che si collegano alla piattaforma dall’Ucraina. L’obiettivo è impedire alla Russia di mettere in atto la sua propaganda bellica anche sfruttando strumenti tecnologici come YouTube.

Questa serie di interventi si inserisce nella scia di disaccordo tra YouTube e Russia per via della censura che il Paese già da mesi contestava alla piattaforma. Quest’ultima, però, non ha potuto esimersi dallo schierarsi in modo più o meno diretto a favore dell’Ucraina data l’importanza di cui gode a livello internazionale.

La decisione di YouTube

Impedire ai canali russi di monetizzare risponde alla necessità di rispettare le restrizioni economiche imposte a livello istituzionale. Questa è stata la spiegazione fornita da YouTube per giustificare l’azione messa in atto. In merito al numero e al tipo di canali bloccati non si sa però ancora nulla: per alcuni le restrizioni sono già arrivate; altri canali, invece, come alcuni dedicati alla propaganda (per esempio relativi ai media RT), risultano ancora attivi. Il numero dei primi è sicuramente destinato a salire nel corso dei giorni.

Ovviamente l’intento di YouTube è quello di prendere nettamente le distanze dalla Russia, mettendo a tacere qualunque ipotesi di complicità con le istituzioni russe. Nulla di diverso da quanto fatto da Meta e Twitter, ugualmente schierate a favore dell’Ucraina.

Come si evince dunque dagli ultimi sviluppi, il conflitto tra Russia e Ucraina sta coinvolgendo il mondo della comunicazione in un modo finora mai visto. Poiché risulta essenziale impedire la diffusione di fake news, veicolando l’opinione pubblica in maniera sbagliata, anche i giganti della tecnologia si stanno battendo in prima linea per fare la loro parte. Questo significa che, seppur piccola, anche la decisione presa da YouTube rappresenta un chiaro segnale dell’importanza di assumersi le proprie responsabilità nei confronti di quello che il mondo sta sperimentando, a prescindere da quello che accade nei singoli confini nazionali.

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