Spotify, in arrivo la geolocalizzazione
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Spotify: geolocalizzazione contro i furbetti dell’abbonamento

Gli abbonamenti Family sottoscritti furbamente potrebbero avere i giorni contati. Un’affermazione che suona quasi come una sentenza per tutti coloro che usano Spotify in maniera non propriamente lecita.

Sarebbe, infatti, in arrivo una novità grazie alla quale la famosa applicazione musicale vuole scovare quegli utenti che, pur avendo acquistato l’abbonamento familiare, non potrebbero in realtà usufruirne: la geolocalizzazione.

Come abbonarsi a Spotify

Negli ultimi mesi Spotify sta lavorando al miglioramento dell’offerta e dei servizi messi a disposizione di un’utenza sempre più ampia ed eterogenea. In quest’ottica ha per esempio ampliato i profili di abbonamento introducendo il profilo Duo (attualmente in fase di test): si tratta di un piano speciale che può essere sottoscritto dai componenti di una coppia, a metà strada tra il premium tradizionale e quello Family.

Per quanto riguarda, invece, l’abbonamento familiare, l’intento della nota app di musica in streaming è quello di individuare i furbetti degli abbonamenti multipli, pur non appartenendo realmente alla famiglia. Secondo le condizioni dell’abbonamento Family, infatti, ogni componente del gruppo che l’ha sottoscritto deve risiedere allo stesso indirizzo. Spesso, però, ad attivarlo sono gli amici che decidono di condividerne i costi per risparmiare.

Spotify, in arrivo la geolocalizzazione

Per risolvere il problema, Spotify ha così deciso di adottare una nuova policy a partire dal 13 ottobre. Nei nuovi termini di servizio comparirà una voce relativa alla possibilità di eseguire delle verifiche annuali sulla posizione geografica degli account che hanno sottoscritto un abbonamento Family.

La privacy degli utenti sarà assolutamente rispettata e tutte le informazioni relative allo loro geolocalizzazione saranno criptate e non memorizzate su alcun server, quindi non saranno utilizzate per scopi pubblicitari.

Dubbi e polemiche

Le polemiche, però, non sono mancate: se i furbetti spesso sono amici che decidono di comune accordo di acquistare un abbonamento per dividere le spese, a questi si contrappongono, però, anche tutte quelle persone che appartengono al medesimo nucleo familiare ma che non vivono sotto lo stesso tetto per questioni di studio o lavoro (possono infatti risiedere in abitazioni o località differenti).

Come si procederà, dunque, in questi casi? Per quanto la volontà di fare ordine per contrastare il fenomeno degli abbonamenti multipli illeciti sia comprensibile, qualche dubbio in merito all’efficacia dell’intervento rimane. Non ci resta che attendere l’aggiornamento dell’app e seguire gli sviluppi futuri.

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