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Meglio Airpods Pro 2 o l’alternativa più economica Nothing Ear 2?

Gli auricolari bluetooth Apple sono ideali per l’iPhone, ma se si vuole risparmiare senza scendere troppo a compromessi ci sono ottimi rivali

Quali auricolari bluetooth scegliere per il proprio iPhone? Gli AirPods Pro di seconda generazione sono una certezza, ma se si desidera risparmiare senza scendere a troppi compromessi una delle migliori opzioni sono i Nothing Ear 2. Inutile girarci intorno: nel segmento auricolari senza fili Apple si distingue sia per la qualità tecnologica che per l’ergonomia, ma il grande vantaggio è di poter godere di tutti i servizi, le funzioni e supporti del suo ecosistema. Nothing però è riuscita a smarcarsi dalla concorrenza con personalità, senza perdere per strada qualità audio e prezzo concorrenziale.

Airpods Pro 2 oppure Airpods Pro 3?

Sul sito ufficiale Apple si legge distintamente AirPods Pro di seconda generazione, ma in realtà il modello in vendita non corrisponde esattamente a quello disponibile dal settembre 2022 poiché da settembre 2023 la linea è stata leggermente aggiornata. Probabilmente per l’azienda si è trattato di un cambio che non giustificava il salto generazionale e così oggi il dettaglio non viene esplicitato. In ogni modo l’ultimo modello ha ottenuto la certificazione IP54 che identifica la protezione alla polvere e a spruzzi d’acqua – prima era solo IPX4, contro gli spruzzi. Un’altra minuzia è che il chip H2 integrato supporta anche la frequenza a 5 GHz per il trasferimento audio lossless (20 bit/48 kHz) a favore dell’Apple Vision Pro. E infine la custodia integra finalmente la porta usb-c invece che la vecchia lightning e supporta la ricarica wireless.

Per il resto la serie Airpods Pro brilla per l’ergonomia: la serie di gommini in morbido silicone è in quattro taglie (xs, small, medium e large), il corpo dell’auricolare è compatibile con la maggior parte dei padiglioni, risulta stabile e soprattutto nell’orecchio non arreca fastidio. Insomma, è molto comodo anche per l’attività sportiva. L’interazione avviene strizzando le stanghette, ma la percezione di click non è dovuta a elementi meccanici bensì a impercettibili vibrazioni sul polpastrello. Per la regolazione del volume basta scorrere l’indice sulla specifica zona di contatto. Ovviamente è possibile via software personalizzare i comandi. Da sottolineare che la cancellazione del rumore oltre alla modalità sempre attiva, spenta e trasparenza, adesso vanta anche quella adattiva. In pratica la cancellazione del rumore interviene in base all’ambiente circostante. Inoltre il rilevamento conversazione configura tutto per migliorarne la qualità finale e infine il volume personalizzato agisce sulla riproduzione multimediale, sempre in base all’ambiente. In sintesi muovendosi in città, sui mezzi o in smart working il sistema si mantiene in allerta per enfatizzare o calmierare specifiche frequenze audio.

Nothing Ear 2, design da base lunare

Chi ha gusto per il modernariato tecnologico e il retro sci-fi non potrà che rimanere ammaliato dagli auricolari bluetooth Nothing Ear 2 e la relativa custodia. Il comandante John Koening avrebbe potuto dimenticarli su un tavolo della base lunare Alfa di Spazio 1999. Minimalismo anni ’70 di cui per altro il design italiano era il principale artefice: dalla lampada Sorella di Harvey Guzzini al tavolo Giano Vano di Artemide. Dopodiché bisogna riconoscere che non solo vincono sul design anche nell’ergonomia. La calzata è simile alle Airpods Pro, anche se i gommini sono solo in tre taglie. La certificazione è IP54 sia per auricolari che custodia, quindi vanno bene anche per l’attività sportiva. La custodia supporta anche la ricarica wireless.

Da segnalare poi il supporto a Google Fast Pair e Microsoft Swift Pair, ma in effetti anche con gli iPhone la connessione è immediata. Utile poi la possibilità di connetterli simultaneamente a due dispositivi (dual connection). L’interazione avviene strizzando le stanghette ma in questo caso si frutta una sorta di placchetta integrata: la resa è buona e non si avvertono criticità. Fa sorridere però che questo stile di approccio ricorda i primi hi-fi compatti Sony degli anni ’80: al posto delle manopole avevano placche in alluminio da schiacciare. Persino l’app Nothing X è una chicca con un carattere (font) old shool che strizza l’occhio agli albori dell’informatica. Anche in questo caso ci sono ampie possibilità di personalizzazione delle funzioni: non manca la cancellazione del rumore attiva, spenta, trasparenza e adattiva. Tutto ovviamente richiamabile con serie di pressioni sulle stanghette. Non manca poi l’equalizzatore. Da rilevare anche il supporto alla tecnologia hi-res audio, ovvero l’alta risoluzione in modalità wireless, grazie allo standard Lhdc 5.0. Quest’ultimo è compatibile con diverse linee smartphone di Motorola, Oppo, OnePlus, Realme e Xiaomi, senza contare apparecchi home audio di Teac.

Airpods Pro e Nothing Ear 2: qualità audio e versatilità

L’Airpods Pro 2 sotto il profilo della riproduzione audio fa un ottimo lavoro su ogni frequenza, anche se nei micro-dettagli i top di gamma di Bose o Sony offrono qualcosa in più. Godono poi del grandissimo vantaggio di poter sfruttare le qualità del Dolby Atmos e dell’audio spaziale. Con Apple Music la combo è perfetta. Poi ci sono tutti i vantaggi legati alla condivisione audio con altri Airpods, connessione istantanea e transizione automatica fra dispositivi Apple, Siri: insomma l’ecosistema Apple. Dopodiché bisogna riconoscere che la cancellazione del rumore è adeguata a ogni situazione e la componente software che gestisce trasparenza, adattivo e il resto rasenta quasi la perfezione. Se si cerca però l’azzeramento totale del rumore nuovamente bisogna guardare a Bose oppure alle cuffie Apple AirPods Max. Complessivamente l’Airpods Pro 2 è il prodotto ideale per tutti (professionisti, studenti, appassionati di musica), ma costa comunque 279 euro di listino e poco meno sugli store online.

Ecco quindi che si apre uno spazio di manovra per i Nothing Ear 2, che di listino si posizionano su 149 euro e sugli e-commerce a circa il 10% in meno. In questo caso la qualità audio è molto buona con probabilmente un colore un po’ freddo e analitico. I bassi sono abbastanza equilibrati, ma un appassionato di dance e hip hop potrebbe desiderare un po’ più di spinta. Ad ogni modo la riproduzione è sempre gradevole. Rispetto agli AirPods 2 emerge però una ricostruzione della scena più piatta e meno tridimensionale. Però davvero si tratta di un dettaglio da appassionati. Un altro aspetto un po’ debole è quello della cancellazione del rumore: su questo fronte la resa è simile ai prodotti di pari classe di prezzo, anche se in questo caso la funzione trasparenza è stata bene implementata e non ci sono fastidiosi effetti distorsivi. In sintesi gli Nothing Ear 2 sono un ottimo prodotto consigliabile a chi non vuole scendere a compromessi con la qualità musicale, il design e l’usabilità quotidiana. Sull’autonomia non ci sono grandi differenze perché entrambi i modelli assicurano circa 3 ore di conversazione e poco meno di 20 ore complessive considerando le ricariche della custodia; Apple però con cancellazione del rumore attiva è più parca nei consumi.

Fonte: Wired.it

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