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Google vs Huawei: licenze Android sospese dopo il ban di Trump

Questa giornata di maggio riporta una notizia che sta rimbalzando su tutti i giornali e i portali online. Dopo aver ricevuto l’indiscrezione da una fonte interna alla compagnia californiana, l’agenzia di stampa britannica La Reuters ha infatti diffuso una voce che, se confermata, avrà ripercussioni decisamente importanti su tutto il mondo tecnologico: in seguito al divieto espresso da Trump, Google avrebbe deciso di sospendere qualunque attività commerciale con Huawei, revocando al colosso cinese le licenze software e hardware (fatta eccezione per quelle open source).

Trump inserisce Huawei nella lista nera

Istituita dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, il governo americano ha inserito Huawei nella lista delle società a rischio per la sicurezza nazionale e con le quali quindi sarà possibile negoziare solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte delle autorità. È infatti di pochi giorni fa la notizia secondo cui Donald Trump ha imposto ai gruppi statunitensi il divieto di avere scambi con le compagnie straniere considerate pericolose per la sicurezza del paese, puntando il proiettile contro Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni da tempo nel mirino delle autorità statunitensi e con una quota di mercato superiore alla stessa Apple.

Dopo le disposizioni di Trump, Mountain View, la compagnia che produce il sistema operativo Android usato sulla stragrande maggioranza di smartphone nel mondo, avrebbe deciso di tagliar fuori Huawei dalla licenza Android, impedendogli di avere così accesso ad aggiornamenti, app e patch di sicurezza.

Non solo Google: ecco le aziende USA contro Huawei

Stando alle rivelazioni raccolte da Reuters, gli smartphone venduti fuori dalla Cina dovrebbero perdere l’accesso non solo agli aggiornamenti del sistema operativo di Google, Android, ma anche ad alcuni dei suoi più popolari servizi come YouTube, Gmail e Play Store. Oltre a Google, però, ci sono altre aziende statunitensi che si sono adeguate all’ordine di Trump e che hanno deciso di tagliare i ponti con Huawei, bloccando le forniture destinate alla compagnia cinese. Prima fra tutte le aziende produttrici di chip e microchip: Intel, Qualcomm, Xilinx e Broadcom.

Tra Google e il big player cinese ci sono accordi commerciali importanti. Huawei, che dopo Samsung è il secondo produttore di smartphone più quotato al mondo, produce dispositivi Android, il sistema operativo di Google. Per quanto di base Android sia un sistema operativo open source, le versioni ottimizzate (per le quali sono cioè previste app del mondo Google, come Gmail, Maps, YouTube e Chrome) nascono in virtù di patti ben precisi: se Huawei paga Google per ottenere questi servizi ed è Google a fornire quindi la licenza, cosa succederà se dovesse essere confermata la decisione di interrompere la partnership tra Huawei e Big G.?

Google e Huawei, scontro tra titani
Google e Huawei, scontro tra titani

Google e Huawei: conseguenze

Alle decisioni imposte dall’amministrazione Trump, il governo cinese risponderà con azioni legali e Huawei ha replicato con una dichiarazione che vogliamo riportare integralmente:

«Huawei ha apportato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo. Essendo uno dei principali partner a livello globale di Android, abbiamo lavorato assiduamente sulla loro piattaforma open source per sviluppare un ecosistema di cui hanno beneficiato sia gli utenti che l’intero settore. Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, ovvero quelli già venduti o ancora disponibili in tutto il mondo. Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza d’uso a tutti gli utenti a livello globale».

E ora cosa succede agli smartphone Huawei?

Per i possessori di smartphone Huawei i dubbi sul futuro dei propri dispositivi sono più che leciti. Ma ora effettivamente cosa può accadere? Proviamo a rispondere noi, e lo facciamo attingendo alle informazioni rese note da Google, benché non ufficiali.

Tramite profilo tweet Android, Google ha dichiarato che l’accesso alle applicazioni Google (Play Store, Maps, Gmail, Drive e simili), resterà invariato per tutti i prodotti Huawei già in commercio. Questo può quindi significare che, qualora dovessi acquistare uno smartphone P30 Pro nuovo a settembre, essendo stato messo in vendita prima del ban, questo manterrà l’accesso a tutte le app e i servizi forniti da Google.

Kirin Os, il sistema operativo creato da Huawei

Per quanto la decisione di Google possa sembrare completamente inaspettata, in realtà qualche sentore c’era già stato, ecco perché nei mesi precedenti Huawei ha pensato di correre ai ripari lavorando a un suo personale sistema operativo che potrebbe chiamarsi Kirin Os e rimpiazzare Android. Quello che oggi non sappiamo è quanto questo sistema operativo possa realmente essere competitivo sul mercato.

L’impatto sul mercato tecnologico in Cina sarà minimo, nel paese la maggior parte delle app Google è infatti già vietata, ma quali saranno le armi con cui Huawei difenderà la propria fetta nel mercato globale? Non ci resta che seguire gli sviluppi dello scontro tra Google e Huawei per capire quanto i device senza più Android possano suscitare lo stesso interesse fra i consumatori.

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